La Cucina Et(N)ica Gourmet dello Chef Nabil Bakouss

Oggi voglio presentarvi uno chef, un ragazzo speciale, un amico.

Se c’è una caratteristica delle persone che mi conquista più di ogni altra cosa è il sorriso e, Nabil Bakouss, vi garantisco che ce l’ha stampato in faccia

Ho conosciuto  Nabil alla “Joia Academy” perché ho partecipato al suo corso di cucina vegetariana del Maghreb, e poi ho avuto occasione di lavorare con lui all’edizione del 2016 del “The Vegetarian Chance” al Mudec di Milano.

Lo raggiungo telefonicamente perché, purtroppo, incontrarsi è ancora difficoltoso, e scambio due chiacchiere con lui così che , il suo entusiasmo e il suo carisma, arrivino anche a voi.

Ciao Nabil! Ti va di raccontare in 30 secondi chi sei?

Certo (e già immagino il sorrisone ).

Sono Nabil Bakouss: nato e cresciuto in Emila Romagna, figlio di genitori immigrati dal Nord Africa negli anni novanta, mia madre è  tunisina e mio padre marocchino. Dopo diverse esperienze in Romagna, a Londra da Giorgio Locatelli e in Australia a Sydney, nel 2016  arrivo a Milano nella cucina del Ristorante “Joia” di Pietro Leeman.  Ed è proprio qui che vivo una delle esperienze più importanti del mio percorso professionale e umano.

E’ al “Joia” che, grazie al maestro Pietro Leeman e allo Chef Sauro Ricci, ricevo una formazione unica nel suo genere ed è proprio  qui che imparo i valori di una cucina etica.

Nel 2018 ho vinto il Campionato Mondiale di Cous Cous a San Vito Lo Capo in rappresentanza della squadra tunisina.

Il piatto (che vedete nella foto) vincitore era un Cous Cous con gambero rosso di Mazzara e tonno delicatamente marinato condito con Harissa grigliato ripieno di melanzana affumicata e formaggio di mandorla; a lato un cubo di anguria grigliata e friggitelli ripieni di hummus al finocchietto ; la salsa di accompagnamento  una bisque estratta a freddo dai gamberi e pomodori pachino.

Perché hai scelto di fare il cuoco?

A dire il vero io avevo scelto di fare il geometra…poi è stata la cucina a scegliere me.

Quando parlo di cucina mi riferisco a tutte le persone che ho incontrato durante il mio percorso: persone che mi hanno insegnato la passione, il rispetto e la dedizione che ci vogliono per fare questo mestiere.

La cucina è condivisione, umiltà e sacrificio.

Mia madre ha lavorato per tantissimi anni come cuoca nella cucina di un ristorante di paese delle colline modenesi: la maggior parte dei valori che ho indicato mi sono stati insegnati da lei. Posso dire con orgoglio di essere cresciuto a Cous Cous e tortellini. Mi ritengo fortunato ad essere cresciuto con differenti influenze culturali e la mia missione è diffonderle nel migliore dei modi.

Chi è la persona a cui vorresti professionalmente assomigliare e perché? (Non deve necessariamente appartenere al mondo della ristorazione)

Oggi noi cuochi siamo al centro dell’attenzione di tutto il Mondo. Abbiamo una grandissima responsabilità per quelli che sono i messaggi che vogliamo far arrivare quindi è fondamentale avere, alla base della nostra immagine e alla nostra professionalità, una cultura.

Sono grato, e lo sarò sempre, allo Chef Pietro Leeman per avermi trasmesso un grande concetto: il Rispetto.

Ammiro molto lo Chef Massimo Bottura per la sua straordinaria capacità di influenzare le persone con i suoi messaggi.

La cucina è, sopra ogni cosa, un ‘espressione di arte e, caratterialmente, sono un appassionato del pittore Maurizio Cattelan.

E poi…poi c’è Ghali che, in termini di contemporaneità, ha saputo affermare la nostra posizione di prima generazione in Italia: entrambi portiamo avanti un grande lavoro di valorizzazione delle nostre RADICI familiari.

Quali sono i tuoi sogni e progetti per il futuro?

Milano è la città che mi ha fatto innamorare, prima della mia compagna, poi della sua accoglienza e della sua dinamicità. Dopo aver vissuto in metropoli come Londra e Sydney oggi Milano è la città che più è compatibile con i miei ritmi quindi non intendo, al momento, trasferirmi.

Il mio progetto/sogno  è quello di far conoscere la cucina del Maghreb (Al-Maghreb significa Tramonto) attraverso la sua  cultura in termini di un’esperienza unica nel cuore delle persone. Chiunque sia stato in Maghreb si porta molti ricordi e i miei piatti hanno lo scopo di far rivivere quei ricordi o crearne nuovi per chi non ci è mai stato.

Definisco la mia Cucina Et(N)ica: Etnica e Etica.

Et (N)ica è un progetto che sta mettendo radici in un terreno fertile di curiosità verso una cucina fatta di  sapori moderni ma  con uno sguardo etico verso la salvaguardia delle tradizioni, dell’ambiente e delle generazioni future.

Ci regali una ricetta veloce che possiamo fare tutti a casa legata alle tue origini?

 La Ricetta che vi voglio regalare è una preparazione molto semplice che si chiama Baghrir, tipica del Maghreb, conosciuta anche come “Crèpes dai mille buchi” molto simile a un Pancake.

Per 12 Baghrir:

– SEMOLA RIMACINATA 200gr

– FARINA « 0 » 100gr

– LIEVITO SECCO 10gr

– CREMORTARTARO 1/2bustina – SALE 3gr

– ZUCCHERO DI CANNA 10gr

– ACQUA TIEPIDA 500ml

Frullate tutto con un mixer, fate lievitare 20 minuti e cuocete in una padellina antiaderente senza mai girare il pancake!

Si puo’ gustare sorseggiando un  thè caldo alla menta.

Potete preparare la versione dolce con sopra del miele o sciroppo d’acero e frutta fresca o una crema spalmabile alla nocciola. La versione salata è ottima con un patè di avocado, un hummus di legumi o formaggio.

Potete trovare la video ricetta sul mio profilo Instagram nabil.bakouss , provate a riprodurla e poi taggatemi nelle vostre storie usando anche l’hashtag #followtheeye.

Grazie Nabil!

Noi abbiamo ancora in sospeso un aperitivo.  Spero di riabbracciarti presto e magari di cucinare insieme.

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